Space ADV: la pubblicità alla conquista dello spazio.

Space_Advertising

«Tutto quello che resta è comunque uno spazio pubblicitario». Parafrasando e decontestualizzando un po’ le parole di Robbie Williams, ci rendiamo conto che non siamo poi così distanti dalla realtà.

E sì, perché la colonizzazione dei cieli e del cosmo da parte della pubblicità sembra ormai a un passo.

Sempre più in alto, quindi, più in alto addirittura della stazione spaziale internazionale. Sembra fantascienza, ma è proprio quello ha progettato la start-up moscovita StartRocket.

Quest’ultima, infatti, sta elaborando il primo sistema di advertising (semi)globale. Di cosa si tratta? In buona sostanza di uno sciame di satelliti che, sapientemente controllato, è in grado di dar forma a spettacolari messaggi luminosi nel cielo notturno: ecco perché dicevamo semi-globale.

Una soluzione di comunicazione che rende di colpo vintage la cara e vecchia insegna luminosa e che, tutto a un tratto, apre frontiere avveniristiche per il marketing dei maggiori brand mondiali, soprattutto nel settore dell’Out-of-Home.

Road Map

Test tecnici erano previsti già per aprile 2019 e, stando alla road map tracciata dalla società russa, il lancio dei primi satelliti avverrà invece nel 2021. Da quel momento in poi, tuttavia, ogni anno ci saranno ulteriori invii per rimpiazzare gli elementi rovinati dal vento solare, dalla polvere cosmica, dai micro-meteoriti, etc… E non c’è da dubitarne dato che, nei piani dell’azienda, è previsto anche il possesso della tecnologia di lancio e di messa in orbita.

Il funzionamento tecnico

Il sistema è composto da microsatelliti che, in orbita, dispiegano ciascuno una vela riflettente. Essi saranno posizionati in modo da formare una gigantesca griglia, la cui area sarà di circa 50 km2.

Le vele, orientabili, riflettendo la luce del Sole (in arrivo dall’altro emisfero della Terra, dove sarà giorno ovviamente), formeranno lettere, scritte, messaggi pubblicitari e loghi.

Addio stelle, notte di San Lorenzo e chiari di Luna romantici insomma: la nostra attenzione sarà nottetempo convogliata quasi esclusivamente su questi “fari celesti”.

Non solo Advertising

Non siate però subito allarmistici e malfidati, quantomeno non più del dovuto. Il campo dell’advertising, infatti, a quanto pare, non sarà l’unico a beneficiare di questo sistema di comunicazione, che può alla bisogna rendere un servizio di pubblica utilità.

La StartRocket, infatti, si legge dal sito web, sottolinea come la messaggistica spaziale potrà essere impiegata anche in caso di disastri naturali o altre situazioni d’emergenza su scala globale. Un enorme S.O.S. in grado di allertare tempestivamente la popolazione del pianeta.

Mica male, no? Non che tale prospettiva renda di colpo il progetto senza rischi, ma di certo polifunzionale e non assoggettato alle sole logiche commerciali.

Costi?

E arriviamo al punto dolente. Seguendo l’intuito, verrebbe da pensare a investimenti folli per i brand interessati a diffondere le proprie adv. E invece no. A sentire Vlad Sitnikov (CEO della StartRocket), grazie a un piano di ottimizzazione dei costi, una campagna spaziale si porrà nello stesso range di spesa di una pubblicità televisiva.

Un po’ irrealistico, a ben vedere, ma non del tutto impossibile. Ad ogni modo, vedremo cosa porteranno gli sviluppi futuri e se il progetto, investitori permettendo, sarà realtà nel giro dei prossimi due anni. Una cosa è certa, lo “spazio” non manca 😆.

P.S.

E se non vi basta ancora, di seguito alcuni link per approfondire.

Visita la pagina Facebook di StartRocket: @StartRocket.me

Da leggere:

Focushttps://bit.ly/2FvBRwa 

NBC Newshttps://nbcnews.to/2OuxSUt 

La Stampa https://bit.ly/2HWBGwK

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